Nel 2009 ho avuto la fortuna (o forse la sfortuna) di trovare un oggetto che adesso, sul mercato nero dei collezionisti più "hard", oscilla tra i 300 e gli 800 dollari.
Si è capito già dal titolo di cosa sto parlando.
Se pensate che il culto della Madonna sia una prerogativa prettamente mediterranea o latina, siete decisamente fuori strada. Il Giappone ha un rapporto lungo, complicato e a tratti decisamente bizzarro con le "Madonne". Oggi ne scopriamo tre: quella mistica, quella pop e quella decisamente punk-anarchica.
L’Era Showa (1926-1989) è stata un viaggio sulle montagne russe. È l'era più folle, amata, traumatica e contraddittoria della storia giapponese moderna. In 63 anni il Paese ha visto di tutto: è passato dal baratro della Seconda Guerra Mondiale alla ricchezza sfrenata della bolla economica degli anni '80, passando per lo shock collettivo di scoprire che l’Imperatore non era il discendente divino della dea del sole Amaterasu
Immagina di accendere la TV negli anni '80 e trovare Doraemon che, con sguardo autoritario, inizia a impartire ordini a un soldato del Terzo Reich.
Non è il frutto dell’intelligenza artificiale di qualche nostalgico nazista dell’Illinois, ma la trama di un episodio trasmesso in Giappone il 28 gennaio 1981
Il Signor Shigeo Tokuda 徳田重男 ha 91 anni portati benissimo. Lavorava in un’agenzia viaggi e quando è andato in pensione non ha fatto come i suoi coetanei che si costruiscono un orto o vanno in massa a guardare i cantieri. Ha notato che in Giappone c’era ancora una nicchia scoperta
Nel 1984 nei Chōdenshi Bioman (超電子バイオマン) c’era lei, Yuki Yajima (矢島由紀), volto di Mika Koizumi / Yellow Four 初代イエローフォー (Shodai Ierō Fō).
La guerriera gialla originale. Quella vera. Quella che durò meno di
Oggi ho deciso di tornare sulle mie tracce, anzi no, su quelle della mia amica Lady Disturbia, nota per aver trattato male tutte le commesse del triangolo dello shopping Shibuya – Omotesando – Harajuku.