IL VIBRATORE DI HELLO KITTY
Nel 2009 ho avuto la fortuna (o forse la sfortuna) di trovare un oggetto che adesso, sul mercato nero dei collezionisti più “hard”, oscilla tra i 300 e gli 800 dollari.
Si è capito già dal titolo di cosa sto parlando. QUI potete leggere il post sul giorno in cui ho acquistato questo oggetto.
Mentre la vera storia di come il gadget di Hello Kitty sia diventato un oggetto sessuale per giovani arrapati del Kawaii, ve la racconta un personaggio ben noto a noi “anziani” nippofili.

L’articolo che segue è stato scritto da Peter Payne, imprenditore statunitense e storico fondatore di J-List. Lanciato nel 1996 con sede a Gunma, in Giappone, J-List è stato uno dei primissimi portali e-commerce a importare in Occidente prodotti della cultura pop giapponese, dai gadget otaku e snack tradizionali fino ad articoli per adulti. Attraverso i suoi editoriali e blog post dell’epoca, Payne ha raccontato per anni con un taglio ironico, disincantato e senza filtri il lato più bizzarro, insolito e nascosto della società e del mercato nipponico.

Sanrio è uno dei principali licenziatari di personaggi al mondo: ha praticamente inventato un modello di business basato sul monetizzare idee che non esistono concretamente, concedendone poi l’uso ad altre aziende.
Sanrio non produce nulla: tutti i loro personaggi, come i Little Twin Stars, Minna no Ta-bo, Bad Badtz-Maru, esistono solo come entità legali e niente più.
Il loro personaggio di maggior successo, Hello Kitty (o Kitty-chan, come è conosciuta in Giappone), ha ormai compiuto 51 anni.
Una delle tante aziende che hanno ottenuto in licenza i personaggi Sanrio per i propri prodotti era un’azienda giapponese chiamata Genyo Co. Ltd.
La Genyo produceva un’ampia varietà di articoli: dalle scatole per il bento (i portapranzo giapponesi) ai giocattoli per bambini, fino alle bacchette per mangiare, molti dei quali raffiguravano il personaggio di Hello Kitty.
Alla fine degli anni ’90 sbaragliarono il mercato con un successo clamoroso: una linea di giocattoli dedicata alle 47 prefetture del Giappone, dove ogni statuina di Kitty-chan rappresentava una specifica caratteristica o tradizione locale.
Nel 1997, la Genyo progettò un prodotto destinato a restare tristemente noto: il massaggiatore vibrante per spalle di Hello Kitty, che in realtà era veramente un massaggiatore per spalle (sulla confezione c’è scritto così).
Sanrio approvò il progetto senza battere ciglio, e il prodotto ottenne vendite modeste nei negozi di giocattoli e nei “family restaurant” come Denny’s e Coco’s.
Fu solo verso il 1999 che il pubblico iniziò a intuire i potenziali ‘altri utilizzi’ del massaggiatore di Hello Kitty. Con una velocità sorprendente, l’oggetto cominciò a comparire nei video per adulti in tutto il Giappone e, prima che la Sanrio potesse accorgersene, si era già trasformato in un articolo di culto per strampalate porcone e maniaci, venduto direttamente nei distributori automatici dei love hotel.
Dopotutto, quale fidanzato che si rispetti non comprerebbe alla propria ragazza un vibratore di Hello Kitty se lei glielo chiedesse?

La trasformazione del massaggiatore in un oggetto di culto a luci rosse causò forti attriti tra Sanrio e Genyo, al punto che la casa madre ordinò l’immediata interruzione della produzione.
La Genyo si rifiutò, dato che aveva pagato un sacco di soldi per la licenza di Kitty sui propri prodotti. Sembrava che Sanrio non potesse fare nulla, poiché aveva ufficialmente approvato l’articolo per la vendita (basti vedere l’adesivo ufficiale Sanrio sulle scatole).
La svolta arrivò quando le autorità fiscali giapponesi fecero una perquisizione alla Genyo con l’accusa di evasione fiscale. Emerse che c’era una sorta di “contabilità creativa” tra il presidente dell’azienda, un certo signor Nakamura, il suo vice-presidente e il proprietario della fabbrica in Cina dove venivano prodotti i dispositivi. Tutti e tre furono arrestati, e Sanrio ottenne così il pretesto di cui aveva bisogno per revocare la licenza alla Genyo. Sequestrarono gli stampi usati per fabbricare i vibratori e li distrussero.

E così, il triste e bizzarro capitolo del vibratore di Hello Kitty è giunto al termine. Gli ultimi esemplari sono ormai spariti dalla circolazione, lasciando ai fan una sola certezza: d’ora in poi, per farsi passare il mal di schiena, toccherà tornare ai vecchi e noiosi rimedi tradizionali.
Gtvb
Cover: © Sanrio Co., Ltd.
Immagini: © Sanrio Co., Ltd.X Atmos/©Ana Nieves x ScreenRant






