Nel 2009 ho avuto la fortuna (o forse la sfortuna) di trovare un oggetto che adesso, sul mercato nero dei collezionisti più "hard", oscilla tra i 300 e gli 800 dollari.
Si è capito già dal titolo di cosa sto parlando.
Se pensate che il culto della Madonna sia una prerogativa prettamente mediterranea o latina, siete decisamente fuori strada. Il Giappone ha un rapporto lungo, complicato e a tratti decisamente bizzarro con le "Madonne". Oggi ne scopriamo tre: quella mistica, quella pop e quella decisamente punk-anarchica.
Il Signor Shigeo Tokuda 徳田重男 ha 91 anni portati benissimo. Lavorava in un’agenzia viaggi e quando è andato in pensione non ha fatto come i suoi coetanei che si costruiscono un orto o vanno in massa a guardare i cantieri. Ha notato che in Giappone c’era ancora una nicchia scoperta
La mia maestra delle elementari, oltre a farci pregare ogni mezz’ora, quando non era nel suo periodo psicoreligioso ci insegnava anche cose carine. Nell’ora di creatività sfornavamo
“Dai buttati, mica avrai paura?”
“Lo sai che non mi piace fare queste cose.”
“Fai come Daitan!”
“Guarda che si dice Daitarn, con la R.”
“Io l’ho sempre chiamato Daitan.”
“Ti dico che si chiama Daitarn 3!”
Oggi ho deciso di tornare sulle mie tracce, anzi no, su quelle della mia amica Lady Disturbia, nota per aver trattato male tutte le commesse del triangolo dello shopping Shibuya – Omotesando – Harajuku.
Ho tanti parenti, lo confesso.
Non abbiamo un semplice albero genealogico, ma piuttosto una foresta amazzonica. Annovero ogni genere di congiunto: dal medico all’operaio, dall’aspirante calciatore alla casalinga disperata. Non ho assassini, ma assassinati (non vi dico la tragedia); non ho pornostar, ma “porno-terroriste”.
Solo una volta all’anno, caro mio devoto umano, potrai vedere sfilare il mio grosso membro. A me chiederai pace e armonia. E vibrerà il tuo perineo sotto lo yukata