SPYAIR LIVE MILANO (e la mia rivincita su Mimì)
Se vi chiedessi qual è la vostra sigla preferita? Va bene una qualsiasi, che sia di un telefilm, un cartone animato o di una trasmissione televisiva. Io, se dovessi pescare dalla cesta dei ricordi, farei un po’ di fatica, però ce n’è una che mi riporta a un momento forse un po’ malinconico, ma che mi ha accompagnato fino a qui. E se non fosse stato per lei, forse oggi non sarei qui a scrivere questo post, né a raccontarvi chi sono gli SPYAIR, il gruppo che l’8 novembre terrà il suo primo concerto in Italia ai Magazzini Generali di Milano.
Attack No. 1, o meglio conosciuta da noi come Mimì e la nazionale di pallavolo, è stata per me un faro. Grazie a quell’anime sono diventato un bravo pallavolista, dedito agli allenamenti e alla squadra — anzi, alle squadre, visto che ne ho girate parecchie — seminando simpatia, “tute colorate, noccioline e gelati”. Poi, ahimè, l’età e le ginocchia non hanno più aiutato. Ma quella sigla cantata da Georgia Lepore, le fatiche di Mimì (che poi si chiamava Kozue, ma qui in Italia piaceva l’idea di chiamarla come la figlia di un pizzaiolo) e il mio braccio potente mi hanno insegnato che non dovevo vergognarmi di praticare uno sport “da femmina” — perché all’epoca la pallavolo veniva vista proprio così.
Mentre i miei cugini erano Holly & Benji, io ero diventato Mimì.
Non che m’importasse: sfidavo chiunque a prendere la mia “goccia di ciclone” e giù tutti a terra. Bulletti che non eravate altro.

Poi quell’anime è invecchiato male. Le regole della pallavolo sono cambiate, e anche il modo di fare animazione. Ayuhara e le sue compagne però sono rimaste incise nella testa di migliaia di persone, diventando dei veri punti di riferimento. Mia zia, nella notte del 6 gennaio di trent’anni fa, mi lasciò una calza con dei cioccolatini e una busta: dentro c’erano 50.000 lire e un biglietto, “Per un tuo desiderio, Mimì”.

Sono passati un sacco di anni, e gli anime sportivi non hanno più avuto quella forte calamita tipica degli anni ‘80. Magari qualche titolo me lo sono perso per strada. Ma una decina di anni fa, navigando in rete per caso — veramente per caso — sono finito su un sito giapponese che pubblicizzava un nuovo anime tratto da un fumetto sulla pallavolo maschile: Haikyuu!!.
E la sigla di apertura della prima stagione è stata per me una sorta di cortocircuito.
Chi sono questi SPYAIR?
Chi sono questi due ragazzini, Shoyo e Tobio, che giocano a volley?
Perché non siete nati 40 anni fa?
Se foste arrivati prima, altro che “Mimì”: mi sarei beccato uno dei vostri nomi — che, diciamocelo, suonano più da cani che da campioni di pallavolo. Forse Mimì non era poi così male.
Ho iniziato a seguire la storia del liceo Karasuno e della sua scalata verso la vittoria, fra lacrime, allenamenti e tante risate. Niente catene ai polsi, palle matte che fluttuano in aria o salti mortali da circo: Haikyuu!! è un pochino più veritiero rispetto alla media degli anime sportivi di 40 anni fa. E fa anche molto ridere.
E chi canta la sigla? Gli SPYAIR, una rock band di Nagoya con una storia di tenacia e resistenza in un mondo musicale sempre più schiavo dell’algoritmo.
Il nome, tanto per cominciare, è già un programma: deriva da spyware, il software che ruba i dati personali e li manda a chissà chi senza consenso — loro invece i dati te li rubano col groove.
Sono in quattro: Kenji “Momiken” Momiyama al basso (quello con la maschera nera sugli occhi), Yuji “UZ” Nakai alla chitarra e alla programmazione, Kenta Sasabe alla batteria e Yosuke alla voce.
E qui viene il bello, perché gli SPYAIR hanno avuto il loro bel dramma da affrontare: la perdita dell’ex cantante Ike, voce della sigla Imagination di Haikyuu!!.
Tranquilli, non è morto — niente colpi di scena alla soap opera — ma un problema di salute cronico che gli rendeva impossibile reggere i ritmi delle tournée — anche se poi, un anno e mezzo più tardi, lo si è visto tornare a esibirsi da solista, quindi vai a sapere se fosse davvero un problema di salute o qualche screzio col gruppo.

Per un anno la band è rimasta in balia degli eventi, orfana di un frontman, finché non hanno pensato bene di risolvere la cosa nel modo più diretto possibile: un video su YouTube dal titolo “SPYAIR is looking for a vocalist”. Si sono presentati oltre 1.000 candidati, una specie di X Factor in salsa rock, e ne è uscito Yosuke, che si è rivelato un degno sostituto.
Re-birth, il loro ultimo album, porta un titolo che non poteva essere più azzeccato: perfetto per far scoprire ai fan le nuove sonorità e la voce di Yosuke, raccogliendo i singoli pubblicati negli ultimi tre anni. “Momiken”, in un’intervista, ha raccontato che molte canzoni erano già uscite come singoli, e che riascoltarle gli riporta alla mente ricordi di scene e sensazioni di quel periodo — un po’ come sfogliare un album di fotografie.
Le radici, però, affondano molto più indietro. “Momiken” e Kenta si conoscono dai tempi del liceo, e sono loro i pilastri storici del gruppo. Ufficialmente nati nel 2005, gli SPYAIR avevano una regola tutta loro: suonavano solo all’aperto, tipo cantastorie di strada col distorsore.
Nel 2010 sono entrati nell’agenzia di talenti “Ken-On”, debuttando con il singolo “LIAR”, diventato la sigla del drama Hammer Session!, sotto l’etichetta Sony Music Associated Records.
Usciti dai festival scolastici e dall’anonimato, gli SPYAIR si sono fatti conoscere soprattutto grazie agli anime: loro è la sigla Samurai Heart (Some Like It Hot!!), usata come sigla finale di Gintama.
Fra successi e dischi, va citato il “Naked LIVE” del 19 settembre 2012 all’Astro Hall di Harajuku: un concerto gratuito, males-only, con tanto di obbligo shirtless per band e pubblico. Una roba un po’ queer, diciamolo pure.

Se leggete la loro biografia, trovate un susseguirsi di live: hanno suonato ovunque. Sono amati tanto dagli otaku quanto dai rockettari. Non hanno mai raggiunto il primo posto della classifica Oricon, quella dei dischi più venduti in Giappone, ma il podio l’hanno sfiorato: 2° posto con l’album “Million” nel 2013.
La vera rinascita, però, è arrivata nel 2024 con “Orange”, tema del film Haikyuu!! The Dumpster Battle, che li ha rilanciati in orbita con oltre 200 milioni di streaming. E ora, finalmente, arrivano in Italia!

L’8 novembre si esibiranno a Milano, ai Magazzini Generali.
I biglietti potete acquistarli QUI.
Grazie all’organizzazione congiunta di Aura Productions, Versus Music Project e Hidden Door, potrò finalmente ascoltare dal vivo — possiamo dirlo — quel gruppo che è riuscito a riportarmi indietro nel tempo e a farmi fare pace con il nome Mimì.
Ci vediamo lì, vero?
Gtvb
Cover: ©Sony Music/©SPYAIR
Immagini: ©HANDSHAKING/©Sony Music/©SPYAIR






