STILL ON FIRE (Intervista agli SPYAIR)
Segnatevi questa data e le coordinate giuste: 8 novembre 2026, Magazzini Generali di Milano, unico concerto italiano degli SPYAIR.
(QUI se volete leggere la loro storia completa)
Per chi invece preferisce un riassunto rapido della loro carriera prima di tuffarsi nelle loro parole, ecco le tappe fondamentali.
Gli SPYAIR nascono a Nagoya nel 2005 e fin dai primi passi chiariscono la propria attitudine: poca teoria, zero algoritmi e tantissima gavetta suonata direttamente in strada. Il nome stesso è un gioco di parole ironico che strizza l’occhio agli spyware — i software che sottraggono dati a tua insaputa.
La formazione vede ai posti di combattimento Kenji “Momiken” Momiyama al basso (inconfondibile con la sua iconica fascia nera sugli occhi), Yuji “UZ” Nakai alla chitarra e alla programmazione, Kenta Sasabe alla batteria e il nuovo frontman Yosuke alla voce.

Dopo il debutto con la major Sony Music nel 2010 col singolo “LIAR“ (colonna sonora del drama Hammer Session!) e consacrazioni storiche legate ad anime cult come Gintama e Haikyu!!, la band si è trovata a un bivio drammatico. Nel momento di massimo splendore, lo storico cantante Ike ha dovuto abbandonare il gruppo per motivi di salute.
Ma gli SPYAIR hanno deciso di tenere botta e hanno scelto la via più aperta e rock possibile: un casting pubblico su YouTube dal titolo “SPYAIR is looking for a vocalist”. Tra oltre 1.000 candidati da tutto il Giappone è spuntato il talento di Yosuke, capace di raccogliere un’eredità ingombrante senza scimmiottare il passato, ma infondendo nuova energia al gruppo.
Il risultato di questo nuovo corso è sintetizzato nell’album Re-birth, un titolo che è tutto un programma: una raccolta che fotografa la nuova identità sonora del gruppo negli ultimi tre anni. Ma la consacrazione definitiva di questa “seconda vita” è arrivata nel 2024 con “Orange”, brano portante del film Haikyu!! The Dumpster Battle, trasformato in un fenomeno globale da oltre 200 millions di stream.
Alla vigilia dello show milanese, ci siamo fatti raccontare da vicino come stanno vivendo questo momento straordinario.
Questa sarà la vostra prima volta dal vivo in Italia! Qualcuno di voi c’è già stato in passato da turista? E ci sono canzoni o artisti italiani che conoscete o che vi incuriosiscono?
YOSUKE: «Ci sono stato da piccolo per una vacanza con la mia famiglia. In quell’occasione abbiamo fatto i turisti e mangiato tantissime cose buone. In particolare ho adorato la cotoletta alla milanese! Per quanto riguarda la musica, mi piacciono molto i Måneskin. Inoltre, per via dell’influenza di mio padre, ho ascoltato spesso anche Andrea Bocelli.»
MOMIKEN: «Io non sono mai stato in Italia, ma siccome amo Prada mi piacerebbe tantissimo visitare lo storico negozio principale a Milano.»
Per una rock band è molto raro cambiare cantante e ripartire con un’energia così incredibile — abbiamo visto qualcosa di simile di recente anche con i Linkin Park. Per gli SPYAIR, l’arrivo di YOSUKE ha segnato una svolta fondamentale. Come avete vissuto questa “rinascita”, sia sul piano personale che su quello musicale?
UZ: «Siamo una band che ha collezionato tantissima storia e che prima di arrivare fino a qui ha attraversato parecchi alti e bassi; proprio per questo stiamo andando avanti con l’attitudine del “se c’è la possibilità di fare le cose divertendoci, facciamole divertendoci”. Il fatto stesso di riuscire ancora oggi a far uscire nuovi brani e a continuare a stare sul palco significa che stiamo vivendo la band con il giusto entusiasmo. Sono passati tre anni da quando YOSUKE si è unito a noi e come cantante degli SPYAIR sta facendo tantissime esperienze; credo che anche la band stessa, prendendosi il giusto tempo, sia riuscita a tornare a guardare avanti con fermezza.»

Alcuni di voi si conoscono fin dai tempi delle scuole medie. Qual è il segreto per mantenere un legame così forte nel corso degli anni e rimanere fedeli alla propria identità nonostante i continui cambiamenti dei trend musicali?
MOMIKEN: «Io e KENTA siamo amici d’infanzia fin dalle medie, e credo che il segreto per riuscire a stare insieme così a lungo sia proprio… non pensare che si tratti di un “legame forte”. Non va bene stare né troppo appiccicati, né troppo distanti. La sensazione, semplicemente, è quella di essersi ritrovati insieme per anni senza quasi rendersene conto.»
In Italia le anison (sigle degli anime) vengono spesso considerate un genere secondario, mentre in Giappone conquistano regolarmente le vette delle classifiche mainstream. Dal vostro punto di vista, che tipo di libertà creativa vi offre scrivere per un anime, e che messaggio vorreste condividere per superare questo pregiudizio culturale?
MOMIKEN: «In realtà era così anche in Giappone: se oggi viene dato assolutamente per scontato, una ventina d’anni fa se una band firmava il brano di un anime veniva persino derisa nella scena rock/live house come “anison band”, e si scontrava con uno sguardo piuttosto freddo. Credo che una delle opere che ha fatto da catalizzatore per cambiare questa percezione sia stata Gintama. Pensare a cosa si possa fare per rendere ancora migliori entrambe le opere — sia l’anime che la musica — lavorandoci con entusiasmo: credo sia questo l’importante. È solo quando entrambe le parti danno il massimo che la storia dell’anime e la canzone si legano in modo profondo, sprigionando una forza enorme come un’unica grande opera.»
UZ: «Un tempo gli anime giapponesi non erano ancora un fenomeno globale e c’era una forte percezione che fossero un fatto legato esclusivamente alla cultura otaku; la fusione tra anime e rock band era rara e non c’era assolutamente l’hype che si respira oggi. Poiché negli anime la musica scorre insieme alle immagini, componiamo immaginando l’universo dell’opera e pensando a quale suono risulterebbe davvero fantastico se risuonasse in quella specifica scena. Questo approccio non è mai cambiato, da allora fino a oggi.»
Il brano “Orange” per il film di Haikyu!! ha avuto un impatto emotivo enorme sia per voi che per i fan di tutto il mondo. Cosa si prova a sapere che la propria musica è diventata la colonna sonora ufficiale della crescita personale di un’intera generazione?
UZ: «Se oggi riusciamo a esistere ancora come band, è senza dubbio grazie ad Haikyu!!. Quando ci è arrivata la proposta per Haikyu!! The Dumpster Battle, YOSUKE era appena entrato negli SPYAIR, avevamo una nuova formazione ed eravamo a un bivio in cui non sapevamo cosa ne sarebbe stato di noi in futuro. ‘Orange’, nata in quel momento, è diventata la canzone più ascoltata in streaming al mondo di tutta la storia degli SPYAIR, e ha ridato immensa fiducia alla band»
YOSUKE: «Quando ero appena entrato nel gruppo, all’interno della band ci dicevamo che per un po’ di tempo avremmo dovuto continuare a specificare che eravamo i ‘nuovi’ SPYAIR. Credo che grazie ad ‘Orange’ siano aumentate le persone che lo hanno capito da sole, senza bisogno che fossimo noi a dirlo. Come cantante, ho potuto finalmente iniziare a stare a testa alta con orgoglio»
KENTA: «Quando suoniamo ‘Orange’ nei festival o agli eventi, l’energia e il calore del pubblico in qualsiasi venue sono pazzeschi. Sono davvero grato per il fatto che la gente abbia imparato a conoscere e apprezzare gli SPYAIR della nuova era con YOSUKE»
MOMIKEN: «Ho toccato con mano l’impatto enorme che un’opera come Haikyu!! possiede non solo in patria, ma anche all’estero. Credo che se oggi abbiamo l’opportunità di fare tour e suonare in tutto il mondo sia proprio grazie a questo legame. Sapere che ‘Orange’ è diventata l’occasione per spingere le persone ad ascoltare la musica degli SPYAIR e a voler venire ai nostri concerti è qualcosa di cui sono immensamente grato e felice»

La combinazione tra le composizioni di UZ e i testi di MOMIKEN ha creato il suono identitario degli SPYAIR. Come nasce concretamente un vostro brano? Di solito si parte da un riff di chitarra, da un’immagine visiva o da una specifica emozione che volete trasmettere?
MOMIKEN: «Per prima cosa UZ crea la demo della base musicale (l’oke), e successivamente io ci scrivo sopra il testo adattandolo al tema del momento.»
Parlando delle vostre radici musicali, quali sono stati i principali artisti o band che hanno influenzato il suono degli SPYAIR agli esordi, e cosa vi ispira oggi?
KENTA: «Siamo stati fortemente influenzati dal nu-metal / crossover (mixture) e dal loud rock, con gruppi come i Korn.»
UZ: «Evitare di fare le cose in modo strano, contorto o troppo “pretenzioso/chic”, ma andare dritti sulla “strada maestra” (ōdō): è questa l’idea di SPYAIR che ho dentro di me quando compongo, ed è qualcosa che non è mai cambiata.»

Domanda speciale per MOMIKEN. Ti andrebbe di raccontare al pubblico italiano com’è nata l’idea della tua iconica fascia/maschera nera sugli occhi e cosa rappresenta per te quando sali sul palco?
MOMIKEN: «Ai tempi degli esordi indie, quando facevamo i concerti di strada (street live), volevamo che anche i passanti che non ci conoscevano provassero almeno un minimo di curiosità verso di noi. Per questo motivo indossavo una maschera antigas come elemento iconico: la fascia nera è ciò che ne è rimasto! Con il debutto major siamo poi passati al makeup attuale.»
Gtvb
Un ringraziamento speciale va a Mattia della Aura Productions
Grazie anche a Versus Music Project e Hidden Door
Per i pochi biglietti rimasti cliccate QUI

Cover: StefanOrfeo x GiapponeTVB
Immagini: ©Sony Music/©SPYAIR






