SANREMO E IL GIAPPONE
Durante la settimana di Sanremo è quasi impossibile parlare d’altro.
Le regole sono chiare: tutto deve essere declinato secondo il trend del Festival. Le trasmissioni di ogni tipo mandano inviati in cerca di scoop, le radio fanno a gara per intervistare gli artisti in gara e gli influencer si improvvisano critici musicali o esperti vocal coach, il tutto condito da commenti costanti sui social.
Io, che tantissimi anni fa facevo la telecronaca su un mio vecchio blog, adesso che parlo di Giappone mi trovo un po’ spaesato. O chiudo bottega per una settimana e vado a rilassarmi alle terme, oppure mi adeguo al gioco.
Ma cosa c’entra Sanremo con il Giappone? Credo poco, anche se il Festival ha avuto qualche eco nel Paese del Sol Levante; non credo, però, in maniera così potente da diventare un fenomeno di costume anche là.

La prima cantante italiana (e credo l’ultima) a sfondare in Giappone dopo aver vinto Sanremo è stata Gigliola Cinquetti. La sua versione giapponese di “Non ho l’età” fece il botto tra i nipponici dell’epoca. Un po’ perché lei era giovane, bella e rassicurante, un po’ perché le note della canzone avevano quel vago sentore Enka che piace tanto ancora oggi.
L’Enka 演歌 è un genere di musica popolare melodrammatica nato a fine ‘800, caratterizzato da un sentimentalismo che risuona molto con le ballate italiane.
Negli anni ’60 a Sanremo si usava accoppiare ai cantanti in gara dei colleghi internazionali che interpretavano una loro versione del brano. I direttori artistici di allora ebbero la brillante idea di pescare proprio dal Giappone.

Nel 1965 Yukari Itō (pseudonimo di Nobuko Itō) fu la prima cantante giapponese a partecipare al Festival, in coppia con Bruno Filippini. Cantavano “L’amore ha i tuoi occhi”.
Recuperate la performance, ne vale la pena.
Nel 1968 fu invece Annarita Spinaci a essere accoppiata con la bravissima Yoko Kishi per il brano “Stanotte sentirai una canzone”.
Chi è Annarita Spinaci? Una cantante famosa negli anni ’60 che poi, tra problemi contrattuali e scelte artistiche, ha preferito un lavoro più tranquillo: l’insegnante di scuola materna! Immaginate i bambini che urlano alle otto del mattino…altro che acuti sanremesi.

Yoko Kishi, purtroppo, è scomparsa a soli 57 anni a causa di una malattia del tessuto connettivo che l’ha accompagnata per anni. La città di Sakata, nella prefettura di Yamagata, ha fondato la “Kishi Yoko Singing Society” con l’obiettivo di continuare a diffondere i suoi successi.
Yukari Itō, invece, oggi ha 79 anni e “lotta insieme a noi”: canta ancora qua e là e non smette di divertirsi.
Che dire? Godetevi la settimana di Sanremo. Io, intanto, spero di andare in tendenza… cosa non si fa per l’algoritmo!
Gtvb



