LA “MALEDIZIONE YUKIKO”
L’8 aprile 1986, la giovanissima idol Yukiko Okada 岡田 有希子 sconvolse il Giappone quando si suicidò all’apice della fama, gettandosi dal palazzo della Sun Music a Tokyo. Le ragioni del suo gesto sono ancora poco chiare: c’è chi dice che fosse molto stressata e chi sostiene che soffrisse di solitudine.
Sicuramente subiva molta pressione da parte di tutti: doveva essere sempre performante, sorridere, cantare e posare per i servizi fotografici; se a questo aggiungiamo eventuali problemi di salute mentale, la somma faceva di lei una bomba a orologeria.
La teoria più accreditata è quella di un amore non corrisposto per l’attore Tōru Minegishi, che l’avrebbe respinta. Prima di morire scrisse: “Il mio cuore non sa dove andare”. QUI trovate la sua storia.

Il suicidio di Yukiko provocò un enorme clamore nella società giapponese. Furono scattate fotografie scioccanti del suo corpo senza vita e pubblicate su giornali e riviste. Iniziò così la “Sindrome Yukiko”: una serie di suicidi per emulazione o per disperazione.
La sua morte improvvisa lasciò un segno profondo e presto iniziarono a diffondersi voci secondo cui lo spirito di Yukiko non fosse in pace; nacque così la “Maledizione Yukiko”.
Il 18 giugno 1986, la rete Fuji TV fu sommersa dalle telefonate di spettatori sconvolti che sostenevano di aver visto il fantasma della ragazza durante l’esibizione di Akina Nakamori nel programma Yoru no Hit Studio, mentre cantava “Gypsy Queen”. Gli spettatori giuravano di aver notato Yukiko vestita di giallo mentre applaudiva la collega (in realtà si trattava della cantante Yoko Nagayama).
Gli autori e la produzione iniziarono a smentire queste voci.
(Qui sotto il video spettrale)
“Ho visto il suo viso insanguinato di fianco a un musicista”
“No signora, erano rose rosse sulla scalinata, forse ha dimenticato gli occhiali”
“Ho visto il suo busto che usciva da un palo della luce”
“Signora, non so di che pali stia parlando, ma qui c’è una marea di giochi di ombre e riflessi. È come quando vede Padre Pio tra le nuvole”
“Chi è Padre Pio?”
“Uno che vedono spesso in cielo in Italia”
“Si vedeva solo attraverso la televisione, voi in studio non avete questa sensibilità catodica”
Signora, il termine ‘catodico’ si riferisce principalmente alla protezione catodica, una tecnica elettrochimica utilizzata per prevenire la corrosione di strutture metalliche a contatto con ambienti corrosivi”
“Insensibili!”
Click!

La canzone “Gypsy Queen” era stata scritta per Yukiko, ma poi ceduta ad Akina Nakamori. Dicono che quest’ultima l’abbia registrata l’8 aprile, giorno in cui la povera idol si suicidò. Come un disco dei Black Sabbath, il brano diventò un mezzo per evocare spiriti dall’aldilà.
Il testo della canzone è inquietante perché presenta alcune somiglianze con il destino di Yukiko:
– “Noi due siamo finiti a pagina centoventicinque” (Yukiko si gettò alle 12:05 dell’8 aprile)
– “Nel mezzo del nostro amore ardente” (il suicidio sarebbe legato al suo amore infelice)
– “Addolorata sotto un cielo pesante che tinge tutto di rosso vino” (Yukiko si gettò dal settimo piano, macchiando il suolo di sangue)
– “I sospiri si riversano sul mio letto d’asfalto” (qui il riferimento è fin troppo evidente)
Quando, tre anni dopo, anche Akina Nakamori tentò il suicidio (QUI il motivo), circolarono voci che attribuivano l’evento al fantasma vendicativo di Yukiko. Tuttavia, è noto che Akina e Yukiko fossero in buoni rapporti e che Akina scoppiò in lacrime alla notizia della morte della sua amica/collega. Questo però non fermò le assurde storie: secondo altri pettegolezzi visionari, fu proprio lo spirito di Yukiko a salvare la bella Akina dal sonno eterno.
Il popolo si divideva tra chi la voleva spettro cattivo, pronto a falciare le idol ancora in auge, e chi invece la vedeva come un angelo custode.
Nel programma “The Best Ten”, Seiko Matsuda iniziò ad avere problemi mentre cantava: tossiva e appariva scossa. I telespettatori, ormai suggestionati, misero in giro voci secondo cui Seiko non riusciva a cantare perché l’ombra di Yukiko le stava stringendo la gola. (QUI la storia di Seiko)

Un’altra leggenda urbana riguardava la misteriosa morte del fotografo che immortalò il corpo della ragazza morente. Si raccontava che avesse persino spostato il cadavere per ottenere uno scatto più scioccante, poi conservato negli archivi segreti dello Hochi Shimbun. Un anno dopo il fotografo morì in circostanze misteriose, alimentando il mito della maledizione.
In Giappone il numero 4 è associato alla morte. Yukiko è spesso collegata a questo numero: debuttò e morì ad Aprile (quarto mese), lasciò il suo dormitorio il 4 aprile e le assegnarono l’appartamento 402.
Il giorno prima di morire andò alla première di Rocky IV. Qui i numerologi andarono a nozze.
E se da noi il massimo della leggenda urbana era “mio cugino ha fatto un incidente e quando si è tolto il casco gli si è aperta la testa”, in Giappone la creatività supera spesso il limite della fantasia.

Si diceva che l’attrice Erika Sawajiri fosse la sua reincarnazione (essendo nata l’8 aprile) e che alcuni fan avessero persino raccolto e mangiato parti del suo cervello dal cemento; si diceva anche che nell’album “The Tears of the Puppet” di Seiko Matsuda si sentisse la sua voce dire “Grazie”, o che impostando una sua foto come sfondo del telefono si potessero udire i suoi pianti.
Secondo una sensitiva, lo spirito tormenterebbe anche Minami Takahashi. (altra cantante nata l’8 Aprile)
Yukiko non era solo una cantante, era la proiezione dei sogni e delle fragilità di una generazione. La credenza nel paranormale in Giappone affonda le radici nello scintoismo e nel buddismo: se una persona muore in modo violento, la sua anima rimane legata al mondo fisico.
Negli anni ’80 si credeva che i fantasmi potessero manifestarsi attraverso i nuovi media; il fantasma di Yukiko che appare in TV è l’antenato del film The Ring. Sadako ha fatto i miliardi con la sua VHS.
Facendo un po’ di psicologia spiccia, attribuire poteri paranormali a Yukiko era un modo per non farla svanire del tutto. Il macabro, ahimè, vende e offusca la realtà.
Akina Nakamori dichiarò: “Yukiko-chan è una ragazza adorabile, dal cuore gentile”. La sua trasformazione in leggenda è stata l’unico modo che il pubblico ha trovato per non dimenticarla.
Gtvb






