La mia maestra delle elementari, oltre a farci pregare ogni mezz’ora, quando non era nel suo periodo psicoreligioso ci insegnava anche cose carine. Nell’ora di creatività sfornavamo
“Dai buttati, mica avrai paura?”
“Lo sai che non mi piace fare queste cose.”
“Fai come Daitan!”
“Guarda che si dice Daitarn, con la R.”
“Io l’ho sempre chiamato Daitan.”
“Ti dico che si chiama Daitarn 3!”
Oggi ho deciso di tornare sulle mie tracce, anzi no, su quelle della mia amica Lady Disturbia, nota per aver trattato male tutte le commesse del triangolo dello shopping Shibuya – Omotesando – Harajuku.
É lo spot più azzardato degli ultimi 20 anni. Ovvero portare un Cup Noodles al gusto di non so quale tipo di pasta e farlo assaggiare agli abitanti di Gragnano.
Risultato?
Scopritelo voi.
Ho tanti parenti, lo confesso.
Non abbiamo un semplice albero genealogico, ma piuttosto una foresta amazzonica. Annovero ogni genere di congiunto: dal medico all’operaio, dall’aspirante calciatore alla casalinga disperata. Non ho assassini, ma assassinati (non vi dico la tragedia); non ho pornostar, ma “porno-terroriste”.