CONTINUOUS PRESENT (Andrea Branzi by Toyo Ito)
Se siete a Milano o ci passerete presto, c’è una mostra alla Triennale che vi consiglio assolutamente di non perdere. Si chiama “Andrea Branzi by Toyo Ito. Continuous Present” ed è un’occasione rara per assistere a un dialogo magico tra due giganti dell’architettura mondiale: l’italiano Andrea Branzi e il giapponese Toyo Ito.
Dalle anticipazioni e dalle immagini che circolano, questa non sembra la solita mostra di architettura noiosa, piena di righelli e calcoli complessi. Pare sia piuttosto il racconto appassionante dell’incontro tra due geni che, pur essendo nati ai due capi del mondo, la pensavano esattamente allo stesso modo. Andrea Branzi, per chi non lo conoscesse, è stato il filosofo del design “gentile”, un uomo che non voleva costruire muri pesanti di cemento. È stato uno dei padri del “Design Radicale” e per lui l’architettura era fatta di aria, relazioni e natura, non solo di mattoni.

In Giappone lo amavano alla follia proprio perché il suo modo di progettare richiama la filosofia scintoista, quella dove ogni sasso o albero ha un’anima. Un esempio perfetto di questo legame è la FOLLY 10, l’installazione eterea che Branzi realizzò a Osaka nel 1990 per l’Expo Hana-haku (International Garden and Greenery Exposition): una struttura metallica quasi invisibile che integrava elementi naturali, diventando il manifesto della sua “architettura debole”.
Branzi non disegnava semplici mobili, ma pezzi di natura che entravano in casa. Diceva che viviamo in una “metropoli genetica” dove tutto è connesso e niente è statico, un’idea che in Oriente ha colpito nel segno.

Dall’altra parte del mondo c’è Toyo Ito, che è un po’ il “Messi” dell’architettura.
Se Branzi era il teorico, Ito è quello che ha trasformato quei sogni in realtà, vincendo pure il Premio Pritzker, che è come il Nobel del settore. La sua specialità è l’architettura “liquida”: la sua opera più famosa, la Mediateca di Sendai, è un palazzo che sembra galleggiare su colonne simili ad alghe in un acquario.

Ito ha sempre cercato di eliminare il confine tra “dentro” e “fuori”, proprio come voleva Branzi, per far sentire le persone libere anche quando sono al chiuso.
La cosa incredibile è che Toyo Ito ha curato personalmente questa mostra alla Triennale di Milano proprio come omaggio al suo amico Andrea, scomparso da poco.
Sappiamo che l’allestimento è magico, con luci soffuse e disegni che sembrano volare. È la storia di come l’Italia e il Giappone si siano presi per mano per dirci che il futuro non deve essere per forza grigio e squadrato, ma può essere fragile, poetico e umano.
Come mi sarebbe piaciuto disegnare l’invisibile anche a me.
Ci vediamo lì.
ANDREA BRANZI BY TOYO ITO. CONTINUOUS PRESENT Triennale Milano – Viale Alemagna 6, Milano
- Date: 19 marzo – 4 ottobre 2026
- Orari: martedì – domenica, 11:00 – 20:00 (Lunedì chiuso)
- Biglietti: Ingresso a pagamento (riduzioni disponibili)
- Sito ufficiale: triennale.org
Gtvb
Cover: © Emanuele Zamponi
Immagini: ©Fujitsuka Mitsumasa / © Copyright Studio Andrea Branzi
© Megan Sveiven






