L’AMORE AI TEMPI DI “EDO”
Resterà fermo. Immobile, con le mani giunte.
Non pregherà per nessuno.
Nella sua testa, una domanda: “Cosa farai adesso?”.
Ci penserà la sua anima a staccarsi e a fare il lavoro sporco. È una maratoneta!
È bellissima, con le sue scarpe fluorescenti e la tuta come una seconda pelle! Suda e tira su la testa.
Immenso sarà il ricordo sotto la SkyTree. Un’emozione in 3D. La guarderà stando attenta a non sfiorare i turisti. Non sporcherà nulla. Al suo passaggio i lampioni avranno più watt e le Vending Machine impazziranno. Tutti avranno acqua gratis, anche se qui costa poco.
Ogni sua impronta è una traccia. Il futuro si manifesta ovunque.
Poi si blocca. Prende fiato e riparte.

Non ha bisogno di tessuti catarifrangenti per farsi notare: lei brucia e illumina tutto.
Guardala!
Oserà superare tutte le barriere architettoniche, scioglierà i muri di gomma, aumenterà la pressione sanguigna fino a rompersi i capillari negli occhi.
Salterà la cinta del Palazzo Imperiale, non sentirà l’alt delle guardie, eviterà i proiettili dei militari e aprirà la tomba dei 47 ronin. Li chiamerà tutti per nome, così che quelli che li hanno pianti possano ritrovarli.
Riempirà di bocche di leone tutti i balconi fra Daikan-Yama e Naka-Meguro, non avrà bisogno di ponti per attraversare il fiume Sumida: il suo salto sarà potente, grande e calibrato. Le suole ammortizzeranno l’atterraggio.
Potrai sentirla urlare al Budōkan. Qui hanno cantato i più grandi.
Lei e il suo esercito di cuori infranti conquisteranno l’isola di Odaiba, puliranno i fondali del mare e poi si disperderanno fra Gundam luminosi e noiosi centri commerciali.

Si spaccherà i denti contro la Tokyo Station per dimostrarti che il dolore si sopporta.
Avrà spalle larghe per trasportare chilometri di cestelli pieni di gyoza.
Arrederà l’ingresso del tempio Meiji perché ai tuoi occhi non sia solo vuoto spirituale.
É impero, quartiere e periferia.
Ogni angolo di strada sarà memoria, perché tu abbia un suo ricordo. Diventerà gatto, Pokémon e un bambino con il cappellino giallo davanti alle strisce pedonali.
Non fuggirà, deve solo terminare il giro.
Fra la stagionata Minowa e la maestosità di Ginza dovranno inchinarsi al suo passaggio.
Sarà invidia e menzogna. Purezza e verità.
Stringerà i pugni sulle salite, aprirà le braccia in discesa. Straccerà i record e, ancora più veloce, supererà la barriera del suono bucandosi i timpani nel bordello di Kabukichō.
Così avanti che sarà dietro alle tue spalle per indicarti i passi che dovrai fare.
Cristo, se suda!
Si toglierà la maglietta e la laverà sotto una fontanella. Qui è pieno di bagni pubblici.
Prosciugherà tutta l’acqua di Tokyo per non farti mai morire di sete.
Libererà i ministeri di Chiyoda dai politici perché tu possa scegliere un palazzo nuovo ogni giorno.
Si spingerà fino al sentiero Dankazura, farà rifiorire a Ottobre i ciliegi che conducono al santuario Tsurugaoka Hachimangu. Non avrà paura dei kanji.

Ti accorgerai che la conoscevi da tanto tempo, che è attenta, malinconica e buffa.
Se sorride è perché ha visto qualcosa di divertente, non mangia sola.
Come piange quando il semaforo è rosso, non si ferma in seconda fila.
Non rispetterà le regole dell’amore perché insisterà fino a piegare la tua paura e sbriciolarla in polvere. La soffierà via, in faccia al primo stronzo che si permetterà di sporcare l’incrocio di Shibuya.
Ruberà i desideri dagli Ema-kake 絵馬掛け, esaudirà solo il più umile. Le monetine le donerà ai senza tetto di Ueno e Nishi-Shinjuku.
Svelerà i segreti delle religioni, non permetterà a nessuno di coprirsi dal sole: al suo passaggio sarà felicità e libertà.
Butterà dal trono i burocrati, brinderà su ogni treno in ritardo e stirerà i muscoli fino a ottenere la miglior performance di sempre.
T’insegnerà nuove canzoni, ad abbinare i colori mentre, con una spugna, si bagnerà la testa. Un po’ di karaoke per togliere lo stress.
Se tu crolli nel letto, lei continuerà a correre perché dovrà imparare la ricetta del tonkatsu prima del tuo risveglio.
Ogni gatto si riunirà al tempio Gotokuji aspettando almeno una sua carezza.
La memoria farà il pieno di sali minerali: niente acido lattico, nessuna fatica, non temerà alcun danno.
Si spingerà fra il Mori Art Museum e il Sensō-ji solo per il piacere di mischiare futuro e passato. Ma è nel presente che vuole stare. Un po’ di birra?
Bucherà le ruote dei risciò di quei poveri shafu che portano in giro turisti ignoranti e strapperà la lingua di Raijin, il dio del tuono.
Diventerà icona.
Un fiore per Hachiko e uno per Issey Miyake e poi via, c’è un primato da battere.
Piangi pure, inchiodati allo stop. Come si prenderà gioco di te se ti vedrà in affanno. Al tuo terzo respiro lei avrà già attraversato il parco di Yoyogi, liberato gli animali dallo zoo di Ueno e pisciato sotto la Tokyo Tower.
Prova a colpirla con un pugno, non arresterai la sua corsa.
Dimostrerà resistenza con i lottatori di sumo, ballerà sotto l’ombra di Godzilla, non temerà i fantasmi del cimitero di Aoyama e nessuno la spaventerà con premonizioni da quattro soldi.

Saprà come muoversi. Veloce, scaltra e sicura.
Abbandonerà l’incertezza, falcerà le lolite gotiche e gli influencer, ruberà armature per difendersi dalle botte di sonno.
Fanculo i Gatorade: si disseta con una bella parola, un gesto d’amore e un occhiolino.
Fattene una ragione. Non sarà una gara, ma una maratona eterna, fra sgambetti e abbracci.
Si riposerà al Cerulean Tower Hotel, dopo aver doppiato i pigri sulla Takeshita-dōri 竹下通り.
Di notte sentirai le sue mani tenerti stretta, ma non dorme perché dovrà contare i tuoi respiri.
Le slegheranno i legamenti delle ginocchia per farla cadere ai piedi di Buddha, ma con due tutori si rialzerà. Non puoi fermarla.
Ora svegliati, bella mia, è un’ora che sono fermo qui davanti alla Sky Tree. Torna nel mio corpo, questo torpore mi dà fastidio.
Serena e con le piaghe ai talloni, incrina due costole per farsi spazio. Dicono che risieda proprio lì. Perché è lì che fa male quando si ribella.
Con due elettrostimolatori rimette in circolo il sangue e la connessione fra testa e cuore.
Gli occhi si riaprono. Futuro e passato si manifestano insieme. Chiamala per nome e ricomincerà a correre.
Tokyo è un bel posto per innamorarsi e morire.
Gtvb
Cover: Elliot Erwitt © Japan 1970
Immagini: Elliott Erwitt © Chigasaki 1977
Werner Bischof © Boy on window, Japan 1951
Ken Domon© Kids twirling umbrellas, Japan 1937
Robert Capa © Japanese sisters at the station Tokyo April 1954






