SEIKO MATSUDA (L’eterna Idol)
Seiko Matsuda 松田 聖子 è una idol, anzi è stata una idol molto amata e molto audace degli anni ’80 giapponesi. A differenza delle sue colleghe lei lo scettro di “giovane celebrità” non lo ha mai mollato, nonostante il calare della sua popolarità e l’avanzare del tempo. Il “per te Miss Giappone finisce qui” non è mai stato un verdetto definitivo, la parola fine non era nel suo dizionario, tantomeno speranza e tramonto.

Sul suo sito si presenta con un lungo elenco dei suoi record e della sua discografia trasversale: è passata da canzoni zuccherose a cover internazionali fino al più raffinato jazz. Dice che ha infilato 24 (o 25) singoli consecutivi al primo posto dal 1980 al 1988, diventando così la cantante record in Giappone; un primato imbattuto per anni, finché non è arrivata Ayumi Hamasaki nel 2006 a soffiarle lo scettro. Ha cantato in cinese, è entrata in classifica nella Billboard americana. Per non dire come attrice: Manuela Arcuri a suo confronto è una principiante. 😛
Chiude con modestia e vuole far sapere ai fan che nel marzo 2024, all’età suonata di 62 anni, riesce a prendere per corrispondenza una laurea in Giurisprudenza. Un po’ fuori corso.
“Come cantante e attrice, è un’artista in continua evoluzione, che affronta costantemente nuove sfide in tutti i generi, tra cui canzoni, film, serie TV e spot pubblicitari, sia in Giappone che nel resto del mondo”.
La foto in home non le rende giustizia, assomiglia più a una presentatrice di QVC pronta a fotterti con quel sorriso sornione più che a un’artista in continuo mutamento.

Negli anni ’80 era la “Madonna giapponese”. Ogni ragazza desiderava il “taglio Seiko-chan”: un’acconciatura che, per carità, oggi definiremmo discutibile, ma erano tempi in cui la lacca bucava l’ozono e l’opulenza tricotica sfidava la gravità.
A 23 anni sposò l’attore Masaki Kanda, di 12 anni più anziano, diventando presto madre della piccola Sayaka. Ma i fan non la abbandonarono: da “Idol” si trasformò semplicemente in “Mama Idol”.
Ma a parte la musica e i film per cosa è famosa Seiko Matsuda, nata Noriko Kamachi?

Fin dal suo debutto è riuscita ad avere una copertura mediatica come mai nessuno, surfando su scandali presunti e critiche. Il padre non voleva che diventasse una cantante sgallettata e quando scoprì che aveva vinto un concorso canoro indetto dalla Sony e dalla rivista Seventeen le diede uno schiaffo. Anche la scuola si mise di traverso e per la giovane Noriko furono solo lacrime. Ma il produttore Muneo Wakamatsu rimase estasiato dalla sua voce: passò sei mesi a tediare il padre di Noriko, un rigido funzionario statale che non voleva che sua figlia finisse in quel tritacarne del mondo dello spettacolo. Noriko minacciò di fuggire di casa e alla fine papà dovette cedere.
Appena arrivata a Tokyo la bollarono come “campagnola dalle gambe storte”, ma lei studiò, si trasformò e nel 1980 raggiunse la vetta con “Kaze wa Akiiro“.
Da lì fu un’ascesa inarrestabile. Il suo matrimonio fu un evento mediatico senza precedenti: dieci ore di diretta televisiva (immaginate la durata della confettata!). Prima delle nozze dichiarò di volersi ritirare a vita privata, ma il marito le “concesse” di continuare a cantare. Viva il patriarcato, insomma.
La sua carriera è stata segnata anche da un incidente che poteva mandarla al creatore. Nel 1983, a Okinawa, un diciannovenne con disturbi psichici salì sul palco e la colpì ripetutamente alla testa con un tubo di metallo. Il suo movente? “Volevo diventare famoso colpendo Seiko Matsuda”.
Seiko ha dovuto combattere contro l’immagine della “Burikko” (termine dispregiativo per chi si atteggia in modo finto-infantile per piacere agli uomini). Quando vinse il New Artist Award, le sue lacrime poco visibili in camera le valsero il soprannome di “Uso Naki Seiko” (Seiko dalle lacrime finte), attirandosi l’astio delle donne dell’epoca che la vedevano come una manipolatrice astuta.
Non mancarono i pettegolezzi sui triangoli amorosi, come quello con Masahiko Kondō fidanzato della rivale Akina Nakamori. Quando quest’ultima li beccò, invece di inseguirli con il Mocio Vileda tentò il suicidio, l’opinione pubblica si scagliò contro l’ambizione “vorace” di Seiko. Persino il suo tentativo di sfondare negli USA si risolse in un timido duetto con Donnie Wahlberg e poco altro.

Le ombre si fecero più fitte negli anni ’90, quando fu coinvolta in una causa per molestie sessuali intentata dal ballerino Alan Reed (vero Christopher Conte). Sebbene la causa fu vinta da lei, l’immagine della “predatrice” rimase nell’aria. E lui scrisse un bel libro sui retroscena della vicenda.

Ma la sua stella ha subito il colpo più impietoso il 21 dicembre 2021. Sua figlia Sayaka fu stata trovata in uno spazio esterno al 14° piano di un hotel di 22 a Sapporo, sommersa dalla neve. Dichiarata morta in ospedale per shock traumatico dovuto alla caduta, i rapporti delle indagini suggerirono che stesse affrontando problemi relazionali e alle corde vocali. Lasciò un biglietto in cui parlava di queste sofferenze e della morte del suo cane. Un dramma che i media hanno raccontato con morbosità. Sayaka era la voce giapponese di Anna di Frozen.
Oggi Seiko Matsuda, con i suoi 30 milioni di dischi venduti, continua a cantare. Ma in un’epoca dominata dagli algoritmi, quanto può durare il mito della “Idol Eterna”? La sua figura rappresenta un paradosso affascinante se confrontata con il panorama attuale dello spettacolo giapponese. Negli ultimi anni, il sistema delle agenzie (come il terremoto che ha colpito la Johnny & Associates) è stato scosso da denunce di abusi sistematici, molestie e sfruttamento psicologico.
In questo “tritacarne” che il padre di Seiko tanto temeva, le idol sono state spesso trattate come prodotti usa e getta, costrette a una purezza fittizia e prive di controllo sulla propria vita.

Seiko, invece, è stata l’eccezione. In un sistema patriarcale e rigidissimo, lei ha interpretato il ruolo della “vittima” o della “bambolina” solo quando le faceva comodo, dimostrando un’ambizione d’acciaio e una capacità di manipolare i media che l’hanno resa la prima vera “donna d’affari” del J-Pop.
Mentre oggi le nuove generazioni cercano faticosamente di rompere il muro del silenzio sulle molestie subite dai manager-predatori, Seiko ha costruito la sua carriera sfidando le convenzioni, divorando successi e sopravvivendo a tragedie che avrebbero distrutto chiunque.
La sua “voracità” di successo, tanto criticata, è stata forse la sua unica corazza in un mondo che voleva solo consumarla. La musica è cambiata, il J-Pop sta facendo i conti con i suoi mostri, ma Seiko rimane lì, immobile e sorniona. Nel bene e nel male, lei non è stata un prodotto del sistema: ne è stata la padrona. E canta ancora, come un’eterna idol. L’ho già detto vero?
Gtvb






