BUONGIORNO MR. TOKUDA
Il Signor Shigeo Tokuda 徳田重男 ha 91 anni portati benissimo.
Lavorava in un’agenzia viaggi e quando è andato in pensione non ha fatto come i suoi coetanei che si costruiscono un orto o vanno in massa a guardare i cantieri. Ha notato che in Giappone c’era ancora una nicchia scoperta, ovvero l’erotismo per la “generazione dai capelli d’argento” — che detta così fa molto ridere, ma in uno dei paesi con il tasso di natalità più basso al mondo è strano che nessuno se ne fosse ancora accorto. E allora si è trasformato in un re del porno della terza età mandando a quel paese la norma sociale secondo cui le persone dovrebbero invecchiare con grazia.
Quasi 20 anni fa è balzato così nelle cronache di tutto il paese, uscendo anche dai confini e diventando un eroe di tutte le RSA.
E tra film e sponsorizzazioni del “quasi-farmaco” giapponese Procyon (popolare per aumentare la vitalità), la sua vita è cambiata.
Ho guardato un suo film per voi. Già trovarlo è stata un’impresa. Non è stata una bella visione. Ecco il mio resoconto strampalato.

Si comincia con l’arrivo di una bella giapponese in kimono rosso acrilico, così che l’odore del suo sudore copra la puzza di stantio nella stanza. La giovane ragazza trova il Signor Tokuda a letto e lo chiama dolcemente “nonno”.
Quanta creatività. Ma chi è il regista? Perché stereotiparlo così fin dall’inizio? Perché non gli fate dimostrare che è un superuomo, che non ha bisogno di pillole blu e punture per l’erezione? Vestitelo da samurai castigatore, con il suo spadino annienta giovincelli in carriera, ma vi prego non trattatelo come uno pronto per l’ospizio.
Invece ai giapponesi pornografi piace così. Pare che veramente ci sia un’ossessione per film con anziani.

La nipote sveglia il nonno e gli mostra subito una bella corda da arrampicata. Ma non sta proponendo una gita con tanto di free climbing, gara di bocce e gazzosa alla menta al parco, bensì una bella lezione di bondage. Il signor Tokuda inizia a legare i polsi della nipotina e poi comincia a denudarla con estrema gentilezza.
Il problema è che si capisce che non è pratico dello shibari 縛り — manco un nodo decente sa fare!
Lei non è di aiuto: lo guarda come se fosse l’anziano impacciato in coda alle casse del supermercato che non trova la tessera punti e fa innervosire tutti i clienti.
È proprio vero che le donne nei film porno fingono sempre!
La prima pratica sessuale è il cunilingus. Nonno Tokuda ci dà dentro, ma anche qui non eccelle. Sembra che stia mangiando dei ricci di mare, con la faccia un po’ schifata e attento a non pungersi. La nipote — che chiameremo simpaticamente Kyoko — continua a gemere. Non per godimento, ma per doveri contrattuali.

Siccome Kyoko è in piedi e a Shigeo fanno male le ginocchia, meglio sdraiarsi e fare tutto con più calma.
Ora tocca alla coraggiosa donzella darsi da fare. Come una serpe scivola sul corpo nudo di nonno Tokuda e comincia a leccargli i capezzoli. Si vede che fa una fatica assurda, disgustata come se dovesse mangiare le palline di pelo che si formano dentro l’ombelico degli uomini. Piano piano arriva verso la patta e cosa scopre?
Che suo nonno ha anche il pannolone!
Ma chi si eccita a vedere questa cosa? Sembra un documentario per geriatri, un esame per un operatore socio-sanitario.
Chi sono i fruitori di questi video? Lo voglio sapere subito!!
Forse i DVD vengono proiettati nei centri per anziani giapponesi per dimostrare che l’amore si può comunque fare, anche con qualche difficoltà motoria. Forse questi film vengono girati per curare chi soffre di gerontofobia. Non sapevo che esistesse una “paura dell’anziano” — com’è strana la natura umana!

Kyoko inizia con una fellatio. Questa ragazza ha un coraggio da vendere e uno stomaco d’acciaio. Spero l’abbiano pagata profumatamente, perché vedere una scena così è veramente disturbante.
Tokuda non aiuta per niente la trama del film. I suoi guaiti fanno venire in mente il dolore provato per il cambio del catetere: se si chiudono gli occhi, sembra di stare in un reparto di un ospedale quando ci sono le medicazioni. Che immagine orrenda!
Ma passiamo al clou del film: il rapporto completo!
Le capacità recitative si perdono nell’inverosimile: Kyoko urla come posseduta da un cactus nodoso e gigantesco, mentre il povero nonno si agita scompostamente per effetto di non si sa quale patologia ossea. Non è un rapporto sessuale, è un martirio per gli occhi. Il finale è un tripudio di muggiti e del classico “iku” (vengo).
Kyoko rimane stesa sul futon, straziata non tanto dalla potenza di Shigeo, quanto dalla pazienza che ha avuto. Si alza, lo guarda come se avesse davanti un trito di topo, lo bacia e bisbiglia “Arigatou”.

Ok, fino ad ora ho scherzato. È la prima volta che vedevo un film del genere, sempre abituato alle versioni occidentali con le pornostar siliconate e tutte rasate in preda a vigorosi uomini pieni di testosterone e anti-erotici.
Tokuda è piccolino. Nonostante sia alto 160 cm e abbia la pancia, con oltre 300 film pornografici hardcore è sufficiente a mettere a tacere qualsiasi dubbio sulla sua professionalità. Forse la colpa è dei registi che lo vogliono così.
I titoli dei suoi film sono uno spasso: “Forbidden Caregiving”, “Eccitazione notturna al parco”, “Il sogno bagnato del nonno” e “Il rapporto anomalo tra suocero e nuora”
Tokuda cammina ovunque per mantenersi in salute, ha la passione per la fotografia e la musica folk.

Aveva cercato di tenere nascosta alla famiglia la sua seconda vita da attore porno, ma quando sua figlia ne venne a conoscenza dopo aver sbirciato la sceneggiatura, gli chiese: “Per quanto tempo intendi continuare a fare questo?”.
In un’intervista ha risposto: “Non so esattamente cosa mi riserva il futuro, ma penso che potrò continuare per altri cinque anni, fino a quando avrò circa 80 anni”.
E chissà negli ultimi undici anni cosa ha combinato.
L’industria pornografica in Giappone è un settore multimiliardario che, nel 2022, ha generato ricavi complessivi per circa 14,7 miliardi di dollari. Alcune stime non ufficiali suggeriscono che una quota compresa tra il 25% e il 30% di tali introiti derivi dalle categorie “mature” o “anziani”.
Gtvb






